Dopo essersi addormentata con Ain’t no sunshine when she’s gone ed essersi svegliata con le stesse note in testa, decide di rimanere a casa, che tanto piove se non ci sei, per dedicarsi al cambio degli armadi e degli scheletri ivi contenuti.
Dopo essersi addormentata con Ain’t no sunshine when she’s gone ed essersi svegliata con le stesse note in testa, decide di rimanere a casa, che tanto piove se non ci sei, per dedicarsi al cambio degli armadi e degli scheletri ivi contenuti.
Categorie: Lei

Quando uno guarda un film su un mago che non è un mago qualunque ma Houdini, si aspetta magia e colpi di scena. Si recita:“il sole, i quattro venti e il mare, si inchinarono davanti al Grande Houdini, lui era un Dio”.
Un Dio.
L’inizio del film è molto promettente e allora uno guarda fiducioso perché si sta sviluppando una storia che potrebbe essere memorabile, su un uomo che è anche un Dio. Dato l’inizio, che è un bell’inizio, uno si aspetta che sia allo stesso livello anche il resto.
Esattamente come è stato per The Prestige qualche anno fa – che non ho mai più visto e però continuo a sentirlo come uno dei miei film preferiti, geniale – oppure come The Illusionist che dovrebbe essergli più vicino come temi: magia e spiritismo.
E invece no.
Questo è un film da guardare per quindici minuti, dopo è meglio chiudere gli occhi e inventarselo.
Esattamente come succede con certi uomini.
Baci.
Categorie: cineforum

Alla fine ho pianto come una scema. Perché anche se sono diventata cinica, scettica e diffidente e spinosa più di un cactus, non ho ancora il controllo delle emozioni e ne vengo travolta.
Alla domanda: quale film vorresti vivere? Risponderei esattamente questo, La Casa sul Lago del Tempo.
A dire la verità l’uomo ideale mio rimane il Dr Manhattan, ma mi accontento anche di Keanu Reeves. Nel caso non diteglielo che magari ci rimane male, a nessuno piace essere una seconda scelta.
Come sarebbe, direte voi (ma quando uno si fa le domande e si dà le risposte, che patologia è?), la compagna lo lascia perché la trascura pensando più al lavoro che a lei e tu lo elevi a uomo ideale?
Sì.
Di sicuro non ti sta sempre tra i piedi. Ma non è questo. Come si fa a non rimanere affascinati da un uomo che sa immergersi nel mondo e contenerlo in sé e riesce nello stesso tempo a rimanere distaccato? Che afferra la donna che ama e la trasporta su Marte, aprendola così a nuovi mondi e dimensioni? Non si può.
E poi è azzurro. E vogliamo parlare delle spalle?
Ma poiché la perfezione non è di questo mondo, mai vorrei trovarmi in Watchmen, non per altro, ma per dove finisce il Dr Manhattan.
No.
Il film da vivere è questo.
Ognuno ama in tempi diversi, c’è poco da dire. Succede così: ci si trova ogni tanto in un tempo comune ma difficilmente i paesaggi che attraverso io sono gli stessi che guardi tu. Ma non fa niente, perché anche se da me è estate e tu sei immerso nell’inverno i nostri corpi continuano ad attrarsi reciprocamente e a mantenere la stessa orbita affettiva. Poi accade qualcosa, di piccolo o di grande è indifferente, che modifica – anche poco – l’equilibrio. E senza rendercene conto le ellissi dei nostri passi prendono un andamento a spirale e le distanze vanno aumentando fino a che ci perdiamo di vista.
Quello che racconta questo film è che l’Amore, quello maiuscolo, supera le distanze e sa fondere passato e futuro nel presente, così che ognuno ama l’altro nello stesso tempo e luogo.
E così, per non sentire più quella solitudine pungente d’amare solo io, andrò nei mercatini in cerca d’una cassetta per le lettere che sappia legare mittente e destinatario ad uno stesso istante.
Con tutti i verbi coniugati al presente.
Categorie: cineforum