Ho provato nostalgia.

E da subito, dalle prime scene, osservando la bellezza degli spazi e la solidità degli uomini. L’onestà. Il rispetto per gli altri, per le tradizioni e i riti. Valori dei quali mi rammarico, io, perché qui ‘fratello’ ‘amico’ ‘marito’ significano qualcosa; che i legami non si sciolgono mai, ad esempio, e si onorano. Qui il ‘per sempre’ si intende alla lettera, non per qualche tempo, fino a quando posso o mi fa comodo.
E queste distese immense. Ma come dev’essere sdraiarsi lì una notte? Come?
Non sapevano leggere nè scrivere, ma si leggevano l’un l’altro negli occhi e si scrivevano coi fatti.
Chi sa farlo oggi?
Penso a quando lei percorre la passerella e si ferma davanti al loculo dove è rinchiuso Temugin. Non parlano, le parole non sono necessarie, si capiscono con uno sguardo, non serve altro.
Questa è la storia d’amore che ognuno vorrebbe per sé. Io la vorrei.
Con questa donna forte che gli resta accanto lieve e senza sforzo, salda e consistente. E mi viene da pensare che davvero dietro un grande uomo c’è una grande donna, una volta di più. Si sono scelti da bambini, al primo sguardo, al primo scambio di parole. E malgrado tutto – la vita, gli uomini e le battaglie – saranno l’uno il punto fermo dell’altro. sempre insieme, anche quando sono lontani per chilometri e anni.
Torna da lui sicura dell’uomo che ha scelto e senza rimpianti per quello che lasciava.
Il film inizia con il piccolo Temugin di 9 anni che viene accompagnato dal padre a scegliere una moglie presso una tribù importante, con la quale è necessario fare accordi e riparare a un’offesa. Poiché al cuore non si comanda e ci sono incontri scritti all’inizio dei tempi, Temugin prende moglie in una tribù diversa da quella stabilita (creando non poche difficoltà al padre).
E sceglierà bene – Ma se ti ho scelto io, gli dirà lei, più in là nel film. È vero, riderà lui.
Indimenticabili le raccomandazioni del padre per la scelta della compagna:
Deve avere il viso piatto, come un lago salato, gli occhi piccoli e le gambe forti. Negli occhi grandi entrano i demoni e le donne diventano pazze, vedono quello che non c’è.
Le donne con gli occhi grandi passano la vita illudendosi, quindi.
Gli occhi piccoli sono garanzia di lucidità mentale e realismo.
E così guardando il film ho appreso, con enorme dispiacere, che nessun mongolo mi vorrà mai come moglie.
Io sono una che si illude.
E questo è quanto.

Annunci