Dopo aver pagato l’avvocato me ne sono andata un po’ in giro. Naturalmente sono entrata in libreria ma gira e rigira, sfoglia e risfoglia, mi sono resa conto che non avevo interesse per nessun libro. Mi ha sorpreso molto questo fatto.
Significa che sto cambiando, credo.
Invecchio.
Le ossessioni svaniscono e ci si concentra su poche cose significative. Qualcuno deve avermi sussurrato all’orecchio che al momento comprare libri che non potrei leggere è un’azione stupida, o comunque è un atto marginale quando invece ho bisogno di azioni precise e decise e così ho trovato ogni libro, compreso i saggi, inconsistente.
Mi dicevo – senza dirmelo – che sono limitanti e che quello che mi serve non è lì dentro.
Infatti poi ho comprato una maglietta.
Più tardi, imbottigliata nel traffico, mi dicevo – senza dirmelo – che devo andare alla Casa degli Smarriti e dire all’uomo che sta lì dentro che mi sono persa e se, per piacere, può ritrovarmi.

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